| IL SINDACO DI RIVALTA NON INTENDE PERDERE IL TRENO... AD ALTA VELOCITA' |
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Quella del 31 marzo 2010 avrebbe dovuto essere per la Maggioranza e Rivalta Sostenibile( RS) la seduta consiliare dedicata a suggellare un definitivo patto di dura avversione alla TAV. E invece è stata una seduta in cui la dura avversione si è rivelata esserci solo tra di loro.
I motivi di fondo sono da ricondurre alle ambiguità e alle divisioni che lacerano la Maggioranza stessa nonché alle contraddizioni e alla litigiosità tra i due gruppi. Nel mezzo, come cuneo divaricatore, c'è il crescente consenso all'alta velocità che si sta coagulando attorno al gruppo del PdL che ha saputo, con coerenza e pazienza, senza rancori nè livori, condurre un'opera di convinzione che sta dando i suoi frutti, come tra l'altro dimostrano le espressioni di voto dei cittadini nelle recenti elezioni regionali. Venendo alla seduta del Consiglio, la Maggioranza e RS avrebbero dovuto presentare una proposta di delibera unica e condivisa di ferma opposizione alla TAV, proposta alla quale avevano congiuntamente lavorato da molti mesi sia nella Commissione speciale che in vari incontri consiliari con ampie aperture agli interventi del pubblico. Alla fine però all'ordine del giorno le proposte di delibera erano diventate tre: una di assenso alla TAV presentata dal PdL che non lasciava spazio ad equivoci o a dubbi interpretativi sui suoi scopi; la seconda, quella originaria, corredata di alcuni emendamenti promossa da RS, e una terza redatta all'ultimo momento dalla Maggioranza in cui venivano riprese le premesse della seconda peraltro con un ampliamento di non poca importanza e con delle determine che lasciavano intendere una essenziale divergenza rispetto a quelle di RS e anzi offrivano una chiara apertura all'ipotesi di realizzare la TAV. I Consiglieri di RS, come tutti gli altri, ovviamente avevano avuto sentore di questo mutamento di rotta impresso dal Sindaco che, già in precedenza e senza il beneplacito del Consiglio, aveva deciso di inviare un proprio rappresentante al nuovo Osservatorio incaricandolo di apporre una firma su un importante documento di “indirizzi operativi per la progettazione preliminare della nuova linea Torino-Lione” disposto dall'Osservatorio stesso con cui in pratica si poneva fine alla fase delle chiacchiere e si passava ai fatti. Questa mossa aveva provocato il disappunto di RS che oltretutto, non avendo i numeri per sostenere la propria proposta, si vedeva costretta a convergere sulla proposta della Maggioranza, che aveva ritrovato alla fine una sorta di compattezza interna. Come ultimo gesto RS cercava di modificare le determine della Maggioranza presentando quattro emendamenti. In particolare proponeva la “censura” al Sindaco per le iniziative assunte con l'Osservatorio, irritandone così la sensibilità. Inoltre proponeva il ritiro immediato del rappresentante del comune di Rivalta dall'Osservatorio e la cancellazione della sua firma sul documento di “indirizzi operativi”. Ovvia la conseguente bocciatura. A RS rimaneva la magra soddisfazione di vedere approvare, ma solo per errore di votazione da parte di alcuni consiglieri di Maggioranza, l'emendamento di ritiro della delibera relativa alla realizzazione della stazione ferroviaria del S. Luigi indipendentemente dalla realizzazione della TAV. Magra soddisfazione in quanto le Ferrovie dello Stato avevano recentemente voltato le spalle al protocollo d'intesa posticipando sine die ogni decisione. Alcuni consiglieri, favorevoli a quest'emendamento, palesemente confusi, non erano al corrente della notizia. Alla fine dunque è passata la proposta di delibera della Maggioranza.Una delibera in cui si chiede all'Osservatorio “l'adozione di standard di riferimento progettuali coerenti con quelli di una linea convenzionale”; la ripresa in esame nell'analisi costi-benefici del “corridoio linea storica”; l'accoglimento delle richieste formulate dal Sindaco nella sua lettera del 15 marzo u.s.tra cui l'intervento di un supertecnico “indipendente” e un “incontro urgente” con la nuova Giunta regionale. In mancanza di accoglimento di tutte queste richieste viene minacciata la sospensione di Rivalta dai lavori dell'Osservatorio. Spariscono dunque tutti i “no preventivi” e i “senza se e senza ma”, ovvero le posizioni del movimento NO-TAV, di RS e di alcuni consiglieri del Sindaco, che masticano amaro dopo l'illusione affidata ad una Maggioranza instabile, confusa e incoerente. RS viene praticamente costretta ad accodarsi alla forza di governo locale per rimanere in qualche modo in un gioco in cui ha perso la sua identità di strenua opposizione alla nuova linea ferroviaria. Forse, più coerentemente, meglio sarebbe restare da soli. E rimane una Maggioranza profondamente divisa nel suo interno, con il Sindaco che cerca una onorevole via di fuga verso le posizioni possibiliste del suo partito sulla TAV. La cerca con quella lettera spedita il 15 marzo u.s., che ha il sapore di una domanda di aiuto al Commissario Virano, fingendo di fare la voce grossa con la minaccia di sospensione di Rivalta dai lavori dell'Osservatorio in caso di non accoglienza delle richieste avanzate. Salvo poi durante la seduta del Consiglio lasciarsi sfuggire l'intima propensione ad appoggiare la TAV. In tutta franchezza e onestà intellettuale, ormai tutti i Rivaltesi sanno come questa vicenda probabilmente andrà a finire e dove verranno prese le ultime decisioni. E la Storia insegna: il progresso lo si può frenare ma non fermare. Rivalta (TO) li 06.04.2010 Il Capogruppo del PdL di Rivalta Corrado Lovato |
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