| Collasso della Assot: una questione morale? |
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A Rivalta, nel consiglio comunale del 21 aprile scorso la Maggioranza ha deliberato di concedere un prestito di € 50mila alla Assot per sopperire ad una improvvisa “sofferenza” di liquidità. Atto pienamente legittimo , considerato che il Comune rivaltese è uno dei Soci dell'Assot stessa. Tant'è che anche altri Comuni Soci hanno compiuto lo stesso generoso gesto dopo essere venuti a conoscenza dei gravi problemi finanziari che travagliano suddetta agenzia. Ma Rivalta, contrariamente ad altri, solo pochi mesi fa aveva elargito già una sostanziosa somma di € 100mila a titolo di prestito infruttifero. Ma cos'è e cosa fa questa Assot?
Francamente non è immediata la comprensione di cosa specificamente dovrebbe occuparsi. Insomma quale sia il suo ruolo e i servizi indispensabili che offre alla comunità, a parte quello quello di “creare posti di lavoro ”, specie quelli a livello dirigenziale che sono i più remunerativi e appaganti per “sistemare” le varie figure politiche. Comunque la Assot ( Agenzia per lo sviluppo del sud-ovest di Torino) risulta essere un consorzio creato nel 1998 dalla Provincia e da un gruppo di Soci costituito dai Comuni di Orbassano, Rivalta, Beinasco, Bruino, Piossaco e Volvera. Nel 2003 l'Assot si amplia con l'entrata della Comunità Montana Val Sangone e dei sei Comuni facenti parte della stessa . Le attività svolte da suddetta agenzia riguardano in particolare lo sviluppo economico con gestione del Patto territoriale e del Piano integrato di Area che, è bene ricordare, godono di sostanziosi finanziamenti, i quali in pratica andrebbero anch'essi a ricadere nell'area di influenza gestionale della Assot stessa. Inoltre essa promuove politiche per il lavoro, azioni di marketing per il territorio, l'ambiente e il turismo anche attraverso società di servizi cui vengono affidati svariati incarichi dietro relativo compenso E' poi proprietaria per il 58% della società partecipata PlasLab, un laboratorio che si occupa della certificazione di materie plastiche, realizzato con una spesa di 2,5milioni di € , di cui 2 mln coperti da un contributo a fondo perduto dell'Unione Europea e il resto da altri finanziamenti provenienti da banche ed Enti Pubblici. Il funzionamento dell'Assot è garantito da un Direttore generale, da un CDA , dall'Assemblea dei soci costituita dai Sindaci e dalla Provincia., da un revisore unico dei conti e da quattro dipendenti che operano nei vari sportelli sparsi sul territorio. Qualche mese fa, senza alcun segno premonitore e a ridosso del rinnovo dei componenti del CDA, si scopre che l'agenzia è sull'orlo del fallimento. A grandi titoli i giornali parlano di casse vuote e di un debito milionario. In breve tempo le voci di corridoio trovano conferma. Viene intanto nominato un nuovo CDA che non può fare altro che constatare lo stato di collasso del consorzio e cerca di porre qualche rimedio almeno alle emergenze più pressanti come le scadenze di pagamenti di fine mese. Di qui la richiesta di un contributo di € 50mila a tutti i soci. Nel frattempo i contorni della vicenda si schiariscono rivelando una situazione disastrosa in termini finanziari, economici e gestionali. In particolare si accerta un progressivo incremento dei debiti non onorati, il venir meno della direzione aziendale e una inspiegabile mancanza di attività di rendicontazione. Come contromisure urgenti fino ad ora non si è fatto nulla tranne la nomina di un nuovo CDA costituito da un Sindaco, quello di Volvera, un Direttore generale, quello dei Comuni di Beinasco-Rivalta , e un rappresentante della Provincia. Che equivale a mandare sul luogo di un grave incidente automobilistico un'ambulanza con a bordo un equipaggio di metalmeccanici. Con tutto l'ossequio delle rispettive professionalità, si intuisce però che, in questi frangenti, occorrerebbero appunto le persone giuste al posto giusto. E ' quanto invece non sta avvenendo e, ahimè, non è mai avvenuto nella gestione dell'Assot, in cui persone impreparate, incapaci, poco accorte non potevano che far deragliare l'azienda. E questo infatti, con candore e onestà intellettuale, l'hanno ammesso nella seduta consiliare gli stessi consiglieri di maggioranza Ruscasso e in particolare Lisai che ha aggiunto una dichiarazione di profonda delusione per il cattivo operato dei dirigenti dell'Agenzia che, ha sottolineato con amarezza, sono tutti usciti dalla costola del centro-sinistra. Una confessione che induce a porre una serie di interrogativi. Tralasciando l'aspetto prettamente giudiziario della faccenda che comunque sarà sicuramente affrontato in altra sede, vogliamo però metter l'accento sui risvolti di morale politica relativi a comportamenti di superficialità, faciloneria, omissività di atti oltre a comportamenti di imperizia e negligenza. Non è forse equivalente il risultato per la comunità tra chi brutalmente ruba del denaro pubblico e chi, per i comportamenti sopra elencati, non lo utilizza per le destinazioni stabilite? In entrambi i casi vengono sottratte risorse utili che potrebbero essere impiegate per altri scopi. Ad esempio quei 150mila € che l'Amministrazione rivaltese ha versato nel carrozzone della Assot potevano avere altri e più utili destini. In sostanza chi, all'interno dell'agenzia, doveva compiere il proprio dovere non l'ha compiuto, chi doveva vigilare non ha vigilato, chi doveva fare delle giuste scelte non le ha compiute. E da ciò appunto sono nate le “sofferenze di cassa” che hanno portato la Assot alla rovina. Esistono perciò delle chiare trasgressioni che non possono certo sottrarsi ad un “giudizio morale”, quello semplicemente della gente perbene. Com'è pensabile che nessuno sapesse, presidente incluso, che non esisteva alcun rendiconto? Che vi erano debiti che non venivano onorati? Che si concedevano “favori”alla PlastLab dimezzando gli importi dovuti per la locazione? Che i criteri di scelta per far parte della “cricca” della dirigenza o del personale non erano certo ispirati alla valentia e alla meritocrazia bensì all'appartenenza politica, candidamente ammessa, come sopra riportato, persino da esponenti della Maggioranza consiliare? Come si fa a non porre una “questione morale” in questi comportamenti che hanno portato sull'orlo del fallimento un Ente di proprietà pubblica? Considerato che il denaro non è mai senza padrone, quello profuso con tanta facile generosità dalla Assot dov'è finito? Ad ogni modo in questo momento la situazione, peraltro non ancora completamente definita, sta in questi termini: c'è un consorzio pieno di debiti, prossimo al collasso e privo di una direzione in grado di farlo funzionare. C'è poi una partecipata al 58%, la Plastlab, di cui non si conosce ancora il segno dei bilanci, pur avendo il fondato sospetto che sia negativo, nonostante godesse di un vistoso sconto, imitando un vizietto romano, sulla bolletta d'affitto dovuta alla Assot medesima. E' di chiara evidenza che con queste premesse si vada inevitabilmente verso il fallimento, che , in termini crudi significa dover restituire i 2milioni di € di prestito all'UE e rimettere alle banche l'immobile ipotecato della PlastLab. In alternativa si potrebbe tentare un salvataggio. In questa evenienza i Soci dovrebbero sborsare tanto denaro quanto basta per ripianare i debiti. L'importo potrebbe essere, ma non è definitivo, sul milione di €. Ma qualche Comune ha già storto il naso e qualche altro ha già anticipato il proprio rifiuto. Qualunque soluzione si adotti però ci sarà un conto piuttosto salato da pagare. Ed è questo l'interrogativo più inquietante: chi lo pagherà? Rivalta di Torino, li 11.05.2010 Il Capogruppo del PdL Corrado LOVATO |
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