| Il sindaco "sfiducia" la sua maggioranza |
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Nei consigli comunali è un evento possibile che qualcuno della Maggioranza non si allinei e si astenga o voti contro le direttive del proprio Sindaco. Dovrebbe certamente essere un evento poco abituale ma starebbe comunque nella logica delle probabilità. Sorprendente invece è quando il Sindaco vota contro la propria Maggioranza.
Ed è appunto ciò che è successo a Rivalta nella nervosa seduta di Consiglio del 16 giugno scorso. Il Primo Cittadino, Amalia Neirotti, ha “sfiduciato” la propria Maggioranza che, tutta compatta, aveva presentato una proposta di rinvio di un argomento all'ordine del giorno. Una bocciatura che non si è limitata ad una posizione di semplice “astensione”, ovvero di parziale divergenza di vedute, ma che si è spinta ad esprimere un voto contrario schierandosi con la Minoranza, fianco a fianco con il PdL. L'argomento oggetto del dissenso non era certo di poco conto: il Sindaco aveva elaborato una delibera consiliare per sostenere il rientro del Comune di Rivalta nell'Osservatorio, l'organismo deputato alla predisposizione del progetto preliminare del TAV. Dall'Osservatorio infatti era uscito per protesta contro la mancanza di informazioni e di garanzie per la salvaguardia del territorio rivaltese. La protesta sarebbe stata sospesa nel momento in cui il Presidente Mario Virano avesse accolto le tre richieste presentate dalla Neirotti stessa, ovvero che sarebbe stata garantita, nella progettazione del TAV, una “approfondita analisi su costi-benefici”, che questa sarebbe stata “redatta secondo standard e tipologie affermate e riconosciute in sede europea e internazionale” e infine che il gruppo preposto a suddetta analisi fosse affiancato da “ un esperto terzo e indipendente”. A seguito dell'avvenuta accoglienza delle richieste, in particolare dell'esperto individuato nell'architetto Silvia Maffii, attraverso una comunicazione diretta da parte del Presidente Virano, il Sindaco giudicava opportuno il rientro nell' Osservatorio ritenendolo indispensabile per poter accedere a tutte le informazioni e le decisioni, con conseguente possibilità di interventi mirati e tempestivi di controllo. Questo era il pensiero espresso dalla Neirotti. Il PdL aveva colto la palla al balzo per affermare che questo gesto equivaleva in pratica a dire si al TAV, facendo rimarcare che finalmente il Sindaco, pur senza dirlo, aveva cambiato parere, convergendo sulle posizioni del Centro-Destra. Di questo medesimo avviso erano però anche alcuni componenti della Maggioranza. Ma la cosa non era di loro gradimento. Peraltro non è un mistero che i consiglieri Resio, Lisai e Scolfaro non vedano di buon occhio il TAV e insistano perché tutta la Maggioranza mantenga un netto rifiuto a questo progetto, senza se e senza ma. E d'altro canto non è neppure un mistero che il Sindaco tenga il piede in due scarpe, non avendo mai manifestato con chiarezza e onestà intellettuale il suo pensiero, pur avendo sempre ostentato ampie, seppur generiche, rassicurazioni agli oppositori del TAV , come testimoniano le numerose delibere di Consiglio su questo tenore. Questa la situazione prima del Consiglio del 15 giugno iniziato con un'ora di ritardo nell'attesa che la Maggioranza, riunita in una seduta burrascosa, si decidesse a lasciare la stanza del Sindaco. L'incipit del Primo Cittadino difronte ad una numerosa platea quasi tutta anti -TAV lasciava chiaramente intuire che aria tirasse: l'aggressività delle parole, la larvata minaccia di dimettersi e la difesa non richiesta del suo operato faceva capire che la frattura nella Maggioranza non era stata composta e, se si fosse andati al voto, il Sindaco, numeri alla mano, sarebbe affondato. Nella maggioranza erano assenti due consiglieri e i tre sopra menzionati avrebbero sicuramente votato contro. A quel punto, al termine della discussione aperta anche ad interventi del pubblico e improntata alla ripetizione di pensieri e riflessioni ormai noti, il capogruppo del Pd, con evidente imbarazzo, presentava una proposta di rinvio del punto in discussione, ricompattando su questa iniziativa tutta la Maggioranza. Ma su tale rinvio la prima a non essere d'accordo era proprio la Neirotti che, rimasta sola , bocciava la sua stessa Maggioranza. Normale la costernazione sul volto dei Consiglieri di Minoranza. Curiosa invece la costernazione dell'assessore ai lavori pubblici, a capo dei Moderati, che esplicitava ad alta voce nel parterre il suo risentimento per essere stato tenuto all'oscuro della situazione e pontificava sugli errori del “suo” Sindaco. A conclusione di tutto ciò rimane il fatto che Rivalta, non rientrando nell'Osservatorio, rimane tagliata fuori da tutti i giochi, senza rappresentanza proprio là dove vengono prese tutte le decisioni che riguardano il suo futuro. E non sappiamo ancora con precisione fino a quando, ma forse fino a quando durerà l'attuale Maggioranza. Rivalta di Torino, li 21.06.2010 Il Capogruppo del PdL di Rivalta(TO) Corrado Lovato |
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