Articoli tratti da "Il mattinale" PDF Stampa E-mail

Vi proponiamo due interessanti articoli, a nostro giudizio molto attuali,  pubblicati sul n° 123 de "Il mattinale" di Giovedì 24 Giugno 2010:

 

  • BERLUSCONI: "NO ALLE FRAMMENTAZIONI"   "Ribadisco di essere contrario a qualsiasi frammentazione del PdL, anche mascherata da fondazioni o associazioni che possono dare l'impressione di dar vita a correnti". Lo afferma in una nota Silvio Berlusconi ribadendo che "il progetto che tutti insieme abbiamo concordato e approvato al congresso fondativo nel marzo 2009 e' rimasto lo stesso e vede tutti noi convintamente uniti, senza distinzione di appartenenza riguardo ai rispettivi partiti di provenienza".  "Il mio obiettivo e' stato, e' e restera' sempre quello di semplificare la politica italiana creando un grande partito dei moderati nel quale la maggioranza degli italiani, che non vuole tornare alla politica delle correnti e delle quote, si riconosce. Questo partito - conclude - si chiama Popolo della Liberta', un patrimonio straordinario che appartiene a tutti quanti noi e che non va dilapidato ma, anzi, consolidato".

  • IL VIZIO DELLE CORRENTI E LA FORZA VERA E CONCRETA DI UN POPOLO   È un errore imperdonabile cercare di minare l’unità del partito. Anche perché questo PdL non è un partito della vecchia politica ma un vero e proprio movimento di popolo, anzi un popolo che si riconosce nel valore supremo della libertà. Questa dura presa di posizione del Presidente Berlusconi era attesa e indispensabile. Anche perché tutta una serie di fondazioni e di associazioni che spuntavano come funghi stavano mascherando una tendenza alle correnti. Da giorni il Presidente Berlusconi metteva in guardia contro questo pericolo della frammentazione. Il portavoce Bonaiuti, intervenendo al telefono al convegno di Liberamente, aveva detto di non credere assolutamente a correnti, spifferi, refoli e zeffiri d’aria. Il valore supremo da tutelare è dunque e sempre l’unità del Popolo della Libertà, per evitare sfilacciamenti nei quali si potrebbero inserire sottili tendenze negative. Il grande partito dei moderati, dei riformatori e dei sostenitori della libertà, non vuole assolutamente ritornare alla politica delle correnti che fu la rovina della precedente Repubblica: un tutti contro tutti che provocherebbe soltanto danni nel momento in cui la crisi globale esige invece una sostanziale tenuta di tutte le istituzioni. Il Popolo della Libertà è il movimento per eccellenza, votato da circa il 40% degli italiani, e deve basarsi non sulla suddivisione in gruppi contrastanti ma piuttosto fondarsi sul merito delle persone. È soltanto attraverso questa chiave di sviluppo che il Popolo della Libertà potrà puntare sui giovani che rappresentano la sua grande forza concreta attuale e la sua altrettanto grande speranza per il futuro. I giovani debbono sapere, fin dall’ingresso in questo grande movimento vasto come un oceano, che il criterio di selezione sarà non la loro appartenenza a questa o a quella conventicola, o a questo o a quel gruppo, ma la loro capacità di impegno quotidiano, la loro voglia di dare nel bene supremo del Paese. Un movimento, dunque, al servizio del cittadino, un movimento innovatore che non può, come tale, pensare ad alcun ritorno, più o meno mascherato, ad un passato che non esiste fortunatamente più. 
 
 
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